Il gusto della cultura. A Ravenna

Due dame, provato in una notte bruciante


A Ravenna per il Festival, anzi per il Falstaff diretto da Riccardo Muti, impigriti dalla calura insopportabile, siamo stati tra i pochi a non cercare il dopo teatro affollato di Marina di Ravenna. Affamati, ci siamo fermati senza troppo riflettere nella piazza che amiamo moltissimo, quella da un angolo della quale il Morigia volle aprire l’arco dal quale guardare la sua opera più mistica, la tomba del Poeta. È Piazza del Popolo, la piazza dei Veneziani.
Il ristorante è nuovo, aperto lo scorso dicembre, e si chiama Due Dame:  come non andare subito con il pensiero all’enigmatico capolavoro di Vittore Carpaccio conservato al Correr di Venezia? Anche nella ristorazione le donne avanzano, se non ai fornelli, almeno come imprenditrici. Nicoletta e Daniela, le due dame, si sono affidate all’esperienza internazionale dello chef Marco Banzola.

Il luogo è doppio, caffetteria al piano terra e ristorante al primo piano. La cucina è anch’essa doppia, nel senso che propone tutto quello che è tradizione in questa parte di Romagna e una scelta di piatti dello chef che lasciano intendere una sperimentazione risolta con l’utilizzo sapiente degli ingredienti della  tradizione, soprattutto di quella locale.
Noi abbiamo preso un polpo ben brasato con patata mantecata e letto di rape rosse preceduto da un tonificante antipasto di  squacquerone con piadina e fichi caramellati e seguito da un dessert per il quale siamo ritornati appositamente il giorno dopo, prima della partenza: una zuppetta di sedano e ananas, profumata e densa al punto giusto, nella quale navigava un gelato al pompelmo rosa sul quale era issata una vela di saporito croccante.   

Torneremo a Ravenna in pellegrinaggio sulla tomba del Poeta e torneremo dalle Due dame per provare e descrivervi anche i primi.

Al ristorante si accede con un ascensore specchiato, così come è specchiato il bagno (lo sapete, la pulizia è la prima cosa che andiamo a testare), le stoviglie sono di grandezza esagerata ma armoniche. Il personale corre silenziosamente tra il primo piano, la caffetteria e lo spazio all’aperto ed  è cortese senza invadenza. Il conto onesto.

 

 

ACV

26 LUGLIO 2015