Arte

Italia/Ungheria: una partita d’arte

“Da Raffaello a Schiele. Capolavori dal Museo di Belle Arti di Budapest” al Palazzo Reale di Milano

Una grande mostra che permette di ammirare i capolavori di una delle collezioni d'arte più prestigiose d'Europa. "Da Raffaello a Schiele. Capolavori dal Museo di Belle Arti di Budapest" accoglie fino al 7 febbraio 2016, nelle sale del Palazzo Reale di Milano, 76 opere che vanno dal Medioevo al Novecento. L'evento segna l'inizio di una nuova “linea espositiva” per la location milanese: la realizzazione di mostre sulle più importanti collezioni museali del mondo, non sempre note al grande pubblico né sempre accessibili.

 

Questo viaggio nella storia dell’arte dal Cinquecento al Novecento segue una scansione temporale rigorosa con le opere che sono state collocate in sala, seguendo un ordine cronologico, e rispetta fedelmente  l’articolazione del grande museo ungherese, oltre al corpus originario delle opere.

Il visitatore potrà  ammirare i grandi maestri del XVI secolo; dal naturalismo di Leonardo, del quale si potranno vedere alcuni disegni e bozzetti in bronzo, ovvero lavori preparatori di dipinti e sculture, alla "maniera moderna" di Raffaello (la Madonna Esterhazy fu concessa già eccezionalmente, dal museo ungherese nel Natale scorso ed ospitata presso Palazzo Marino).

 

Il percorso prosegue con i grandi esponenti del Classicismo seicentesco, quali i Carracci, grandi esponenti della "scuola bolognese" che hanno il grande merito di condurre l'Italia dell'arte fuori dalla crisi della Maniera e traghettarla verso il Barocco; di questa seconda corrente artistica ne sono esponenti di primo piano certamente Velasquez - eccezionale e raffinato ritrattista - e Rubens, autore di maestosi cicli pittorici per le più importanti corti europee. Nello stesso periodo, però, prendeva piede la scuola fiamminga, di cui ne è splendida testimonianza la "Coppia di sposi" di van Dyck.

La mostra approda, dunque, al Settecento, con opere di Canaletto, maestro del vedutismo della scuola veneziana, e Tiepolo esponente di spicco del Rococò e grande pittore di corte ( è possibile ammirarne il "San Giacomo"). Arriviamo quindi all'Ottocento, con grandi pittori impressionisti come Monet ( “Tre pescherecci”), ma non solo; sono presenti in sala anche opere di Van Gogh, Cezanne e Gauguin, illustri esponenti del post- impressionismo e figure di rottura con l'arte del passato.


L'esposizione si conclude con la sezione dedicata al Novecento, dove spicca la figura di Schiele, grande incisore ed esponente di primo piano dell'espressionismo viennese, sul quale ebbe certamente una certa influenza Francisco Goya che, in qualche maniera, getto' i semi per il successivo sviluppo dell'espressionismo ed è anche egli presente in mostra ( nella sala del Settecento).

La mostra - promossa dal Comune di Milano - Cultura e prodotta e organizzata da Palazzo Reale,  Arthemisia Group e 24 Ore Cultura - Gruppo 24 ORE, in collaborazione con il Museo di Belle Arti di Budapest e il Museo Nazionale Ungherese - è curata da Stefano Zuffi.

ANGELO CENTONZE

30 NOVEMBRE 2015